La guida europea alle buone aree di balneazione
paolo | giugno 2008
La relazione annuale della Commissione Europea sulla qualità delle acque balneabili ha evidenziato che nel 2007 il 95% delle zone di balneazione marina e l’89% delle zone di balneazione interna (acque di laghi e fiumi) ha rispettato i valori igienici minimi accettabili imposti dall’UE.
Le zone di balneazione monitorate sono state quasi 21500 (14500 costiere, le rimanenti lungo laghi e fiumi) e nonostante ci sia stato solo un leggero peggioramento della qualità delle zone marittime, in compenso è sensibilmente diminuito il numero dei siti di balneazione che erano stati eliminati dalla lista delle campionature.
Ogni Stato membro deve fornire ogni anno i dati delle analisi fisico-chimiche e microbiologiche delle aree in cui la balneazione è autorizzata oppure non è vietata ed è praticata da un consistente numero di persone. I valori dei test devono soddisfare almeno i valori igienici minimi imposti dall’UE, ma a discrezione, i vari Paesi possono adottarne di più restrittivi.
Durante il 2007 si è assistito ad una riduzione di quasi il 45% dei siti cancellati dalla lista delle località di balneazione. Ciò ovviamente è positivo, ma gli Stati membro dovranno impegnarsi maggiormente nel combattere l’inquinamento invece di declassare le zone di balneazione che non soddisfano gli standard minimi.
La nuova normativa entrata in vigore nel 2006 (che ha aggiornato i parametri e i metodi di analisi in modo da renderli coerenti con le più recenti conoscenze scientifiche) ha come fine anche quello di diffondere le informazioni sullo stato delle acque al nutrito numero di bagnati europei, a la sua piena attuazione è prevista per il 2015.
Le relazioni della Commisione per ogni Paese sono consultabili in questo sito, che contiene anche l’elenco delle località balneabili.
Un altro interessante sito invece è quello dell’AEA (Agenzia Europea per l’Ambiente), dove sono elencate le acque anche a livello regionale.









