Vetro indietro: finalmente si discute di “vuoto a rendere”
paolo | dicembre 2009
La crisi economica e le conseguenti esigenze di risparmio energetico e ottimizzazione dei processi potrebbero favorire un processo virtuoso e benefico nei confronti del comparto Horeca, dell’ambiente e persino delle nostre tasche.
Italgrob (Federazione Italiana Grossisti e Distributori di Bevande) ne è convinta e per questo si è fatta promotrice della campagna “Vetro indietro” a favore del “vuoto a rendere”.
Tanto ci voleva?
L’obiettivo della proposta è quello di favorire e invogliare i gestori di bar, ristoranti, alberghi, ecc. all’utilizzo di contenitori in vetro a rendere.
Ovviamente essi dovranno essere supportati da un adeguato servizio di recupero delle bottiglie utilizzate e da un sistema di pagamento delle cauzioni chiaro, snello e in linea con quanto avviene all’estero, in Europa. La proposta prevede anche sconti sulla Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani) e agevolazioni sui pagamenti dell’IVA.
Se l’idea dovesse dimostrarsi un successo (a Conegliano Veneto (TV) è in corso un progetto pilota di sperimentazione in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia), potrebbe poi essere “esportata” anche al privato, coinvolgendo le famiglie ei singoli cittadini, come avviene in moltissimi Paesi europei.
In Svezia anche il negozio di alimentari più piccolo e nel paesetto più lontano è munito di raccoglitori elettronici per la raccolta e il pagamento (mediante sconto alla cassa) di vetro e lattine a rendere…
In Danimarca, oltre al vetro anche le bottiglie di plastica sono a rendere (e da ben prima del 2000…) e non se ne vede una nelle spiagge o nei corsi d’acqua…
Da noi, con calma perché i politici finora hanno pensato a ben altro, forse ci arriveremo l’anno prossimo.
Speriamo che sia la volta buona.






