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	<title>Metti Via &#187; Ambiente</title>
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	<description>cose da mettere nel cassetto</description>
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		<title>Stoccolma Capitale Verde d’Europa 2010: ecco perché – Parte 1/2</title>
		<link>http://www.mettivia.it/ambiente/stoccolma-capitale-verde-europa-2010-ecco-perche-parte-1</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 12:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo fa avevamo già parlato della Capitale Verde d’Europa 2010; ora che la maggioranza dei turisti se n&#8217;è tornata a casa e Stoccolma sta tornando &#8220;alla normalità&#8221;, proveremo a convincervi a trascorrere anche solo qualche giorno &#8220;fuori stagione&#8221; in questa bellissima città che ha fatto del rispetto ambientale il proprio credo.

Da quando negli anni ’60 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Tempo fa avevamo già parlato della <a href="http://www.mettivia.it/ambiente/stoccolma-la-prima-capitale-verde-d%E2%80%99europa-amburgo" target="_blank">Capitale Verde d’Europa 2010</a>; ora che la maggioranza dei turisti se n&#8217;è tornata a casa e Stoccolma sta tornando &#8220;alla normalità&#8221;, proveremo a <strong>convincervi a trascorrere anche solo qualche giorno &#8220;fuori stagione&#8221;</strong> in questa bellissima città che ha fatto del rispetto ambientale il proprio credo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-3786 aligncenter" title="Stockholm Park - Source: gardenvisit.com" src="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/2010/08/Stockholm-Park-Source-gardenvisitcom.jpg" alt="Stockholm Park - Source: gardenvisit.com" width="550" height="313" /></p>
<p style="text-align: left;">Da quando negli anni ’60 del secolo scorso ai suoi abitanti fu impedito di pescare e fare il bagno nelle acque cittadine a causa dell’inquinamento, le varie amministrazioni della capitale svedese si sono sempre prese come <strong>impegno primario la salvaguardia ambientale</strong>, ovviamente cercando di coinvolgere e responsabilizzare il più possibile tutta la cittadinanza.<br />
E i risultati, a distanza di 50 anni sono per molti aspetti sorprendenti, se si confrontano con quanto accade dalle nostre parti…</p>
<p><span id="more-3435"></span>Il <strong>40 per cento del centro cittadino è occupato da aree verdi</strong>, e praticamente da tutti i quartieri della città, laghi, parchi e sentieri nella natura sono raggiungibili facendo quattro passi a piedi.</p>
<p>Si può liberamente <strong>pescare in tutti i canali interni</strong> che separano le varie isole su cui è costruita la città. Il pesce è perfettamente commestibile (anche se gli svedesi in linea di massima preferiscono adottare il catch&amp;release) e nelle acque cittadine è <strong>possibile fare il bagno senza rischi per la salute</strong>.</p>
<p>Andate a visitare l’<a href="http://www.aquaria.se/eng/start.html" target="_blank">AquariaVattenmuseum</a>, in pieno centro cittadino, e se la stagione è giusta e sarete fortunati potrete vedere le<strong> trote di mare risalire dal Baltico</strong> per andare a deporre le uova in alcune vasche all’interno della struttura…</p>
<p>Forse però l’aspetto che più colpisce sono le impressionanti cifre relative all’inquinamento atmosferico e alle <strong>ridotte emissioni di anidride carbonica</strong>.</p>
<p>Continua a leggere “<a href="http://www.mettivia.it/ambiente/stoccolma-capitale-verde-europa-2010-ecco-perche-parte-2" target="_blank"><strong>Stoccolma Capitale Verde d’Europa 2010: ecco perché – Parte 2/2</strong></a>”</p>
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		<title>Stoccolma Capitale Verde d’Europa 2010: ecco perché – Parte 2/2</title>
		<link>http://www.mettivia.it/ambiente/stoccolma-capitale-verde-europa-2010-ecco-perche-parte-2</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 12:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Hai letto “Stoccolma Capitale Verde d’Europa 2010: ecco perché – Parte 1/2”?
A Stoccolma nel 2009 le emissioni di CO2 sono state pari a  3.4 tonnellate procapite, ma l’amministrazione punta a raggiungere le 3  tonnellate entro il 2015. Si pensi che la media svedese è pari a 6  tonnellate procapite, mentre quella europea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai letto “<a href="http://www.mettivia.it/ambiente/stoccolma-capitale-verde-europa-2010-ecco-perche-parte-1" target="_blank"><strong>Stoccolma Capitale Verde d’Europa 2010: ecco perché – Parte 1/2</strong></a>”?</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3790" title="Parco di Stoccolma - Source:  flickr.com" src="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/2010/08/Parco-di-Stoccolma-Source-flickrcom.jpg" alt="Parco di Stoccolma - Source:  flickr.com" width="345" height="229" />A Stoccolma nel 2009 le emissioni di CO<sub>2</sub> sono state pari a  3.4 tonnellate procapite, ma l’amministrazione punta a raggiungere le 3  tonnellate entro il 2015. Si pensi che la media svedese è pari a 6  tonnellate procapite, mentre <strong>quella europea a 10 tonnellate</strong>…</p>
<p>Per ottenere simili risultati sono stati “colpiti” i <strong>responsabili del  43% delle emissioni di gas serra nell’Unione Europea</strong>: il <a href="http://www.mettivia.it/vita/stufe-a-legna-la-potenza-termica-ossia-quanto-sono-in-grado-di-riscaldare" target="_blank">riscaldamento</a> e  i trasporti su strada.</p>
<p><span id="more-3490"></span>Sfida veramente impegnativa visto che a Stoccolma le temperature  invernali possono rimanere a lungo abbondantemente sotto lo zero, ma  <strong>vinta grazie al teleriscaldamento che raggiunge il 75% degli edifici  cittadini</strong>. Le grandi centrali termiche della città sfruttano ovviamente  le <a href="http://www.mettivia.it/societa/fonti-alternative-di-energia-centrale-termica-a-conigli-svezia-stoccolma" target="_blank">fonti rinnovabili</a> (per lo più il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cippato" target="_blank">cippato</a> ottenuto, guarda caso, dalle  fasce tampone boscate impiegate per la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fitodepurazione" target="_blank">fitodepurazione</a> degli scarichi  dei grossi impianti di depurazione) e non si limitano a produrre acqua  calda, ma anche <a href="http://www.mettivia.it/tecnologia/green-technology-dal-fotovoltaico-utilizzatore-senza-conversione-dc-ac-panasonic-sharp-tdk" target="_blank">energia elettrica</a> secondo i principi della  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cogenerazione" target="_blank">cogenerazione</a>.</p>
<p>Per quanto riguarda la riduzione delle emissioni dovute al traffico  cittadino, i dati di Stoccolma sono in controtendenza rispetto a tutte  le altre città europee: esse stanno <strong>costantemente calando nonostante  l’area urbana si stia espandendo</strong>…</p>
<p>Ciò è reso possibile dalla martellante campagna che invita i  residenti a non utilizzare l’auto privata ma a servirsi degli <strong>ottimi,  puntuali e diffusi mezzi pubblici</strong>. Sempre più cittadini ne fanno uso,  anche nelle aree periferiche.<br />
Si pensi inoltre che anche durante il rigido inverno il 19% dei  cittadini va al lavoro a piedi o in bici. In estate invece la  percentuale sale al 33%.</p>
<p>Ovviamente anche Stoccolma ha i suoi problemi, e quello che al  momento sta maggiormente preoccupando l’Amministrazione è il <strong>rapido  espandersi degli edifici fronte mare</strong> e lungo il litorale e i canali  interni, che in molti casi hanno bloccato o chiuso gli accessi pubblici  al Baltico.</p>
<p>Incredibile! Come abbiamo già <a href="http://www.mettivia.it/pesca/andar-per-fiumi-problematiche-legate-all%E2%80%99accesso-alle-sponde" target="_blank">avuto modo di scrivere</a>, lo stesso problema che affligge anche molte delle nostre  bistrattate acque.</p>
<p>Loro lo sapranno sicuramente affrontare di petto, ma noi…??</p>
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		<title>Vetro indietro: finalmente si discute di “vuoto a rendere”</title>
		<link>http://www.mettivia.it/ambiente/vetro-indietro-finalmente-discute-vuoto-rendere-italgrob</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 12:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica e le conseguenti esigenze di risparmio energetico e ottimizzazione dei processi potrebbero favorire un processo virtuoso e benefico nei confronti del comparto Horeca, dell’ambiente e persino delle nostre tasche.
Italgrob (Federazione Italiana Grossisti e Distributori di Bevande) ne è convinta e per questo si è fatta promotrice della campagna “Vetro indietro” a favore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2967" title="Vetro indietro Source: Italgrob" src="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/2009/12/Vetro-indietro-Italgrob.jpg" alt="Vetro indietro Source: Italgrob" width="232" height="235" />La crisi economica e le conseguenti esigenze di risparmio energetico e ottimizzazione dei processi potrebbero favorire un <strong>processo virtuoso e benefico</strong> nei confronti del comparto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Horeca" target="_blank">Horeca</a>, dell’ambiente e persino delle nostre tasche.</p>
<p><a href="http://www.italgrob.it/" target="_blank">Italgrob</a> (<em>Federazione Italiana Grossisti e Distributori di Bevande</em>) ne è convinta e per questo si è fatta promotrice della campagna “<strong><em>Vetro indietro</em></strong>” a favore del “vuoto a rendere”.</p>
<p>Tanto ci voleva?</p>
<p><span id="more-2966"></span>L’obiettivo della proposta è quello di <strong>favorire e invogliare i gestori</strong> di bar, ristoranti, alberghi, ecc. all’<strong>utilizzo di contenitori in vetro</strong> a rendere.<br />
Ovviamente essi dovranno essere supportati da un adeguato servizio di <strong>recupero delle bottiglie utilizzate</strong> e da un sistema di pagamento delle cauzioni chiaro, snello e in linea con quanto avviene all’estero, in Europa. La proposta prevede anche <strong>sconti sulla Tarsu</strong> (<em>Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani</em>) e agevolazioni sui pagamenti dell’IVA.</p>
<p>Se l’idea dovesse dimostrarsi un successo (a Conegliano Veneto (TV) è in corso un <strong>progetto pilota di sperimentazione</strong> in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia), potrebbe poi essere “esportata” anche al privato, <strong>coinvolgendo le famiglie ei singoli cittadini</strong>, come avviene in moltissimi Paesi europei.</p>
<p>In Svezia anche il negozio di alimentari più piccolo e nel paesetto più lontano è munito di <strong>raccoglitori elettronici per la raccolta  e il pagamento</strong> (mediante sconto alla cassa) di vetro e lattine a rendere…<br />
In Danimarca, oltre al vetro <strong>anche le bottiglie di plastica sono a rendere</strong> (e da ben prima del 2000…) e non se ne vede una nelle spiagge o nei corsi d’acqua…</p>
<p>Da noi, con calma perché i politici finora hanno pensato a ben altro, forse ci arriveremo l’anno prossimo.<br />
Speriamo che sia la volta buona.</p>
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		<title>Eco-idee per sesso rispettoso dell&#8217;ambiente</title>
		<link>http://www.mettivia.it/ambiente/eco-idee-sesso-rispettoso-ambiente-lenzuola-bambu-profilattico</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 22:23:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Se il vostro spirito ecologista vi impone comportamenti ed abitudini atti a salvaguardare l&#8217;ambiente in ogni contesto, ecco alcuni suggerimenti raccolti qua e là per la rete per essere ecologisti DOC anche durante i vostri incontri amorosi.
Ovviamente sono idee stuzzicanti anche per i meno estremisti, che potranno sperimentarle con spirito diverso, magari per non cadere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/ecopreliminari-by-juliephotography.jpg" rel="shadowbox[post-1826];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-1827" title="Eco-preliminari Author: Juliephotography" src="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/ecopreliminari-by-juliephotography.jpg" alt="Eco-preliminari Author: Juliephotography" width="400" height="267" /></a>Se il vostro <strong>spirito ecologista</strong> vi impone comportamenti ed abitudini atti a salvaguardare l&#8217;ambiente in ogni contesto, ecco alcuni suggerimenti raccolti qua e là per la rete per essere <strong>ecologisti DOC anche durante i vostri incontri amorosi</strong>.</p>
<p>Ovviamente sono<strong> idee stuzzicanti anche per i meno estremisti</strong>, che potranno sperimentarle con spirito diverso, magari per non cadere nella solita routine&#8230;</p>
<p>Tanto per iniziare, si può scegliere di indossare elegante ed originale <strong><a href="http://www.mettivia.it/vita/intimo-in-gravidanza-e-post-parto" target="_blank">intimo</a> ottenuto esclusivamente con fibre naturali</strong>, come ad esempio la lingerie in canapa, bambù o cotone organico.</p>
<p><strong>Le fibre di <a href="http://www.mettivia.it/casa/il-parquet-di-bambu-una-novita-economica-ed-ecologica" target="_blank">bambù</a></strong> inoltre sono particolarmente indicate per tessere setose lenzuola, anche se c&#8217;è sempre il pericolo che aziende poco serie utilizzino durante la lavorazione sostanze chimiche che poco hanno a che fare con l&#8217;ecosostenibilità.</p>
<p><span id="more-1826"></span></p>
<p>Anche <strong>l&#8217;arredamento dell&#8217;alcova</strong> può essere attentamente selezionato tra innumerevoli prodotti in legno non trattato o trattato solo con cera: dai mobili al letto, dal <a href="http://www.mettivia.it/vita/il-parquet-fai-da-te-in-laminato-economico-e-semplice-da-posare" target="_blank">parquet</a> alle pale del ventilatore.</p>
<p>Altro suggerimento è quello di abbellire la camera e gli ambienti della casa con <strong><a href="http://www.mettivia.it/vita/come-scegliere-il-proprio-bouquet-da-sposa" target="_blank">fiori ed essenze arboree</a> locali</strong> e di stagione, in modo da abbattere le immissioni dovute al loro trasporto.</p>
<p>Per scaldare l&#8217;atmosfera, niente di meglio di un buon bicchiere di <strong><a href="http://www.mettivia.it/societa/rich-prosecco-non-tira-neanche-con-paris-hilton-nuda-dorata" target="_blank">vino</a> ottenuto da coltivazioni biologiche</strong>, che non utilizzano fertilizzanti chimici e sfruttano la lotta biologica invece degli insetticidi.</p>
<p><strong>Per i preliminari</strong>, si trovano in commercio &#8220;<em>accessori</em>&#8221; in <strong>legno o fibre naturali</strong>; una valida alternativa a tutte le gomme, plastiche e siliconi utilizzati nei tradizionali <a href="http://www.mettivia.it/societa/acquisti-birichini-nelle-farmacie-statali-svedesi" target="_blank">sex-toy</a>.<br />
C&#8217;è comunque un metodo ancor più eco, che consiste nel <strong>non utilizzare questi surrogati</strong> ma direttamente ciò di cui disponiamo&#8230;</p>
<p>Anche per quanto riguarda <strong>i lubrificanti</strong>, il vero eco-sostenitore dovrebbe utilizzare quelli che non impiegano sostanze derivate dal petrolio, come quelli prodotti dalla Babeland.</p>
<p>E per il momento clou? Solo <strong>profilattici completamente biodegradabili</strong>, come possono essere quelli <strong>ottenuti dai budelli di pecora</strong>. Non sono una novità dato che probabilmente li inventarono gli egizi, ma attenzione che dal punto di vista sanitario sembra siano meno efficaci di quelli classici nell&#8217;evitare la <strong>trasmissione sessuale di alcuni virus</strong> come come HIV e epatiti&#8230;</p>
<p>Buon eco-divertimento. <img src='http://www.mettivia.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>E&#8217; crollata la Island Archway e così se ne va un altro pezzo di Australia</title>
		<link>http://www.mettivia.it/ambiente/e-crollata-la-island-archway-australi</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 13:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/island1.jpg" rel="shadowbox[post-1531];player=img;">
<a href='http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/island-3.jpg' rel='shadowbox[post-1531];player=img;' title='Island Archway from la stampa.it'><img width="150" height="150" src="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/island-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Island Archway from la stampa.it" /></a>
<a href='http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/island4.jpg' rel='shadowbox[post-1531];player=img;' title='Island Archway from la stampa.it'><img width="150" height="150" src="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/island4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Island Archway from la stampa.it" /></a>
</p>
<p></a></p>
<p>Il 10 giugno, probabilmente tra le 4 e le 5 di mattina, l&#8217;Australia in pochi secondi ha detto addio alla sua formazione rocciosa più famosa, l&#8217;Island Archway.<br />
Il famoso arco di roccia alto almeno 25 metri non sarà più visibile e continuerà a vivere solamente nelle foto di quei fortunati turisti che in passato l&#8217;hanno ritratto.<br />
E&#8217; un vero peccato perchè, credetemi chi è stato in Australia mi capisce bene, queste formazioni rocciose sono proprio delle vere e proprie meraviglie della natura.<span id="more-1531"></span>Chissà cosa resterà tra qualche anno di queste splendide coste australiane e chissà se la Great Ocean Road rimarrà poi così famosa !!!</p>
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		<title>Stoccolma, la prima Capitale Verde d’Europa</title>
		<link>http://www.mettivia.it/ambiente/stoccolma-la-prima-capitale-verde-d%e2%80%99europa-amburgo</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 22:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Stoccolma ed Amburgo sono state recentemente elette &#8220;Capitali Verdi d&#8217;Europa&#8221; dalla Commissione Europea. La prima lo diventerà nel 2010, le seconda nel 2011.
Considerato che la maggior parte della popolazione europea risiede in aree urbane, a partire dal 2010, ogni anno sarà eletta una &#8220;Capitale Verde d&#8217;Europa&#8221; tra tutte le città che si distingueranno per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/stockholm.jpg" rel="shadowbox[post-909];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-914" title="Stoccolma  Source: virtualtourist.com" src="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/stockholm.jpg" alt="Stoccolma  Source: virtualtourist.com" width="400" height="247" /></a>Stoccolma ed Amburgo sono state recentemente elette &#8220;<strong><em>Capitali Verdi d&#8217;Europa</em></strong>&#8221; dalla Commissione Europea. La prima lo diventerà nel 2010, le seconda nel 2011.</p>
<p>Considerato che <strong>la maggior parte della popolazione europea risiede in aree urbane</strong>, a partire dal 2010, ogni anno sarà eletta una &#8220;<a href="http://ec.europa.eu/environment/europeangreencapital/index_en.htm" target="_blank"><em>Capitale Verde d&#8217;Europa</em></a>&#8221; tra tutte le città che si distingueranno per la <strong>qualità della vita</strong>, attenzione nei riguardi dell&#8217;ambiente e parecchi altri parametri eco-qualitativi come ad esempio l&#8217;inquinamento atmosferico, i livelli di traffico, le emissioni gassose da riscaldamento, <strong>la gestione dell&#8217;acqua potabile</strong>, ecc.</p>
<p><span id="more-909"></span>Stoccolma è stata premiata per molteplici motivi; primo fra tutti, il suo ambizioso obiettivo di <strong>eliminare tutti i combustibili fossili entro il 2050</strong>. Un altro aspetto considerato è il fatto che il 95 per cento dei suoi abitanti vive a non più di 300m di distanza da un&#8217;area verde o ricreativa, il che ne migliora sensibilmente il loro stile di vita.</p>
<p>Per non parlare dei piani di abbattimento dei rumori, della qualità delle spiagge cittadine, dell&#8217;elevatissima percentuale di riciclaggio dei rifiuti, dei suoi <strong>ottimi e diffusi mezzi pubblici</strong> e della riduzione massiccia delle emissioni di CO<sub>2</sub> (la metà della media nazionale&#8230;).</p>
<p>In tutto hanno partecipato alla gara 35 città europee. Subito dopo Stoccolme ed Amburgo si sono piazzate Amsterdam, Bristol, Copenaghen, Munster, Freiburg im Breisgau e Oslo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La guida europea alle buone aree di balneazione</title>
		<link>http://www.mettivia.it/ambiente/la-guida-europea-alle-buone-aree-di-balneazione</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 20:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mettivia.it/ambiente/la-guida-europea-alle-buone-aree-di-balneazione</guid>
		<description><![CDATA[La relazione annuale della Commissione Europea sulla qualità delle acque balneabili ha evidenziato che nel 2007 il 95% delle zone di balneazione marina e l’89% delle zone di balneazione interna (acque di laghi e fiumi) ha rispettato i valori igienici minimi accettabili imposti dall’UE.
Le zone di balneazione monitorate sono state quasi 21500 (14500 costiere, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><a href="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/spiaggia1.jpg" rel="shadowbox[post-133];player=img;" title="Mi tuffo o non mi tuffo?    Fonte: Internet"><img src="http://www.mettivia.it/wp-content/uploads/spiaggia1.jpg" alt="Mi tuffo o non mi tuffo?    Fonte: Internet" align="left" height="144" width="192" /></a>La relazione annuale della Commissione Europea sulla qualità delle acque balneabili ha evidenziato che nel 2007 il 95% delle zone di balneazione marina e l’89% delle zone di balneazione interna (acque di laghi e fiumi) ha rispettato i valori igienici minimi accettabili imposti dall’UE.</p>
<p class="MsoNormal">Le zone di balneazione monitorate sono state quasi 21500 (14500 costiere, le rimanenti lungo laghi e fiumi) e nonostante ci sia stato solo un leggero peggioramento della qualità delle zone marittime, in compenso è sensibilmente diminuito il numero dei siti di balneazione che erano stati eliminati dalla lista delle campionature.</p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-133"></span>Ogni Stato membro deve fornire ogni anno i dati delle analisi fisico-chimiche e microbiologiche delle aree in cui la balneazione è autorizzata oppure non è vietata ed è praticata da un consistente numero di persone. I valori dei test devono soddisfare almeno i valori igienici minimi imposti dall’UE, ma a discrezione, i vari Paesi possono adottarne di più restrittivi.</p>
<p class="MsoNormal">Durante il 2007 si è assistito ad una riduzione di quasi il 45% dei siti cancellati dalla lista delle località di balneazione. Ciò ovviamente è positivo, ma gli Stati membro dovranno impegnarsi maggiormente nel combattere l’inquinamento invece di declassare le zone di balneazione che non soddisfano gli standard minimi.</p>
<p class="MsoNormal">La nuova normativa entrata in vigore nel 2006 (che ha aggiornato i parametri e i metodi di analisi in modo da renderli coerenti con le più recenti conoscenze scientifiche) ha come fine anche quello di diffondere le informazioni sullo stato delle acque al nutrito numero di bagnati europei, a la sua piena attuazione è prevista per il 2015.</p>
<p class="MsoNormal">Le relazioni della Commisione per ogni Paese sono consultabili in <a href="http://ec.europa.eu/environment/water/water-bathing/index_en.html" title="Bathing Water" target="_blank">questo sito</a>, che contiene anche l’elenco delle località balneabili.<br />
Un altro interessante sito invece è quello dell’<a href="http://www.eea.europa.eu/themes/water/status-and-monitoring/state-of-bathing-water" title="WISE Home Page" target="_blank">AEA</a> (Agenzia Europea per l’Ambiente), dove sono elencate le acque anche a livello regionale.</p>
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		<title>Tre auto a metano per gli ecologisti</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 21:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;auto a metano sta riprendendo quota in questi ultimi tempi, ovviamente a causa della incredibile impennata del costo del petrolio (che è triplicato se non di più). L&#8217;impianto a metano può essere fatto su una auto normale a benzina, con un internvento di un installatore specializzato.  L&#8217;inconveniente principale è che ci si rimette il bagagliaio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;auto a metano sta riprendendo quota in questi ultimi tempi, ovviamente a causa della incredibile impennata del costo del petrolio (che è triplicato se non di più). L&#8217;impianto a metano può essere fatto su una auto normale a benzina, con un internvento di un installatore specializzato.  L&#8217;inconveniente principale è che ci si rimette il bagagliaio, se l&#8217;auto è piccola.</p>
<p>Ecco che alcuni scelgono di comperare delle spaziose monovolume quando ci sia l&#8217;intenzione di fare un impianto a metano (l&#8217;impianto a GPL, tipicamente, è molto più compatto), in modo da avere spazio a volonta e non sacrificare tutta la capacità di carico per le bombole.</p>
<p>Il problema principale di questi impianti è che, se fatti su una macchina nuova, di solito fanno decadere la garazia o parte di essa. Alcune case automobilistiche (come la Ford e la Opel) si sono mosse in questa direzione, scegliendo una rete di installatori, presso i quali è possibile richiedere l&#8217;impianto e mantenere intatta la garanzia. Ma solo per impianti GPL.</p>
<p><span id="more-83"></span></p>
<p>Chi vuole il metano è quasi obbligato a comperare una ecofuel. Quasi tutte le case ne hanno una o più di una a catalog: Ford, Opel, Wolkswagen. Spesso sono proposte in questa versione le monovolume, come la S-Max, il <a href="http://www.sovrasterzo.com/ambiente/pro-e-contro-sulla-nuova-volkswagen-touran-ecofuel-a-metano-2008/#more-73">Touran</a> o la Zafira.</p>
<p>Le ecofuel in realtà sono bifuel: hanno le bombole del metano e anche un serbatoio di benzina. Il secondo serve in caso di emergenza (i distributori di metano non sono così presenti in Europa, anche se l&#8217;Italia in tal sense merita un plauso) e per l&#8217;accensione.</p>
<p>Il serbatoio di benzina si aggira solitamente sui 15-20 litri e non a caso. Le ecologiche possono godere delle agevolazioni (bollo sotto i 50 euro) solo se il rapporto tra combustibile ecologico e no è di 80% e 20%. Non è quindi solo un problema di spazi. Purtroppo un serbatoio così piccolo significa problemi di autonomia nel momento in cui si affrontino viaggi in zone poco coperte dal metano, come la germania o anche il solo sud tirolo.</p>
<p>La scelta del metano, quindi, deve tenere conto sia dei vantaggi che degli svantaggi: certamente per un uso locale dell&#8217;auto, ad esempio come pendolare in zone dove c&#8217;è almeno un distributore comodo, si traduce in u notevole risparmio di denaro.</p>
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		<title>Al via le giornate del FAI</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 21:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest’anno il FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano, aprirà le porte di palazzi, castelli, residenze e musei, privati e non, offrendoci il piacere di ammirare alcune meraviglie normalmente “nascoste”.
Il fine settimana del 5 e 6 aprile in 240 città italiane si potranno visitare 550 monumenti.
Tantissimi sono gli appuntamenti organizzati per queste due giornate: a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Anche quest’anno il FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano, aprirà le porte di palazzi, castelli, residenze e musei, privati e non, offrendoci il piacere di ammirare alcune meraviglie normalmente “nascoste”.</p>
<p class="MsoNormal">Il fine settimana del 5 e 6 aprile in 240 città italiane si potranno visitare 550 monumenti.</p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-43"></span>Tantissimi sono gli appuntamenti organizzati per queste due giornate: a Roma apriranno chiese e palazzi di via Giulia, tra cui la sede dell’ambasciata di Francia e Palazzo Farnese.<br />
A Bari si potrà ammirare il Teatro Petruzzelli, ancora in fase di restauro; a Monza Villa Reale e a Segrate Palazzo Mondadori.</p>
<p class="MsoNormal">Durante questa XVI edizione di primavera, i visitatori saranno accompagnati da undicimila giovani ciceroni mentre a Brescia, per la prima volta, anche gli immigrati potranno usufruire di visite guidate nelle più disparate lingue del mondo, bangla compreso.</p>
<p class="MsoNormal">Collegandovi al sito del FAI <a href="http://www.fondoambiente.it/">www.fondoambiente.it</a> troverete l’elenco completo dei monumenti visitabili oltre a tantissime altre notizie sull’attività del Fondo.</p>
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		<title>Nucleare in Italia: Berlusconi lo rilancia, ma facciamo bene ad avere paura?</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 17:38:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia con un metodo assolutamente discutibile, si è tirata fuori ormai da molti anni dal nucleare. Il metodo usato, il referendum popolare, è discutibile per due motivi.
Il primo motivo è di tipo scientifico: poteva la gente comunune decidere con serenità, obiettività e non con l&#8217;emozione su un argomento tanto delicato?

Che il nucleare abbia seri problemi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia con un <strong>metodo assolutamente discutibile</strong>, si è tirata fuori ormai da molti anni dal nucleare. Il metodo usato, il <strong>referendum popolare</strong>, è discutibile per due motivi.</p>
<p>Il primo motivo è di tipo scientifico: poteva la <strong>gente comunune</strong> decidere con serenità, obiettività e non con l&#8217;emozione su un argomento tanto delicato?</p>
<p><span id="more-13"></span></p>
<p>Che il nucleare abbia seri problemi (come li hanno gli altri sistemi di produzione di energia, petrolio, carbone,metano, &#8230;)  è chiaro e indubbio. Ma quanto di noi sanno dare una valutazione razionale e seria di questi problemi e del rischio che comportano? Noi sappiamo che <strong>le radiazioni ci uccidono</strong>. Ma non ne sappiamo molto delle probabilità che queste radiazioni ci colpiscano avendo un impianto nucleare in Italia.</p>
<h2>L&#8217;inutile &#8220;no&#8221; al nucleare</h2>
<p>Il secondo motivo è che la nostra fuga dal nucleare si è dimostrata <strong>inutile</strong> sotto due aspetti: l&#8217;uno è che ricorriamo attualmente all&#8217;energia  prodotta con il nucleare dai paesi vicini (vedi la Francia).</p>
<p>Il secondo è che questa assenza del nucleare in Italia non ha fatto spostare i capitali risparmiati in una serie ricerca di energie alternative e rinnovabili. Anzi per le energie alternative siamo il fanalino di coda dell&#8217;Europa, tanto che in Italia, il paese del sole, sono sempre più le aziende tedesche che entrano o cercano di entrare nel nostro territorio con impianti di energia alternativa (fotovoltaico ad esempio).</p>
<p>A questo punto vi sarete fatti l&#8217;idea che io sia d&#8217;accordo con la reintroduzione del nucleare. Non è così scontato.</p>
<p>Certamente più di qualche voce, anche tra i politici, comincia a ventilare l&#8217;ipotesi di lavorare su questo fronte, in particolare nei giorni in cui il <strong>petrolio costa più di 100 dollari</strong> al barile. Se l&#8217;euro non fosse così forte o non pagassimo il petrolio in dollari, molte delle nostre spese sarebbero raddoppiate (ad esempio la benzina).</p>
<p>Ma secondo me <strong>c&#8217;è da temere</strong> per il nucleare in Italia. Perché l&#8217;Italia non ha mai seriamente dimostrato la capacità di gestire la tecnologia. Non ha mai dimostrato di essere all&#8217;avanguardia o anche solo di voler provare ad essere all&#8217;avanguardia nelle tecnologie (salvo per i poveri cervelli in fuga).</p>
<p>Basta dare un&#8217;occhiata a tecnologie innoque (e non eccessivamente costose) come Internet: siamo indietro, indietro e ancora indietro. E su tutti i fronti: dalla formazione scolastica, alle istituzioni, dalle aziende al singolo cittadino.</p>
<p>Ora, l&#8217;avere impianti nucleari in Italia che comportano non solo la loro gestione corretta, ma non secondarie scelte politiche per la gestione delle scorie e la capacità dei cittadini di comprendere questa tecnologia, pare a me alquanto complicato.</p>
<p>E vista la nostra capacità di complicare anche le cose semplici, mi dispiacerebbe trovarmi con un problema nucleare in casa perché manca il timbro su qualche pezzo di carta.</p>
<p>Voi che ne dite?</p>
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		<title>I rifiuti tecnologici (computer, cellulari, gadget) non si sa dove finiscono</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 13:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; sconcertante leggere ancora oggi su Punto Informatico che il problema dei rifiuti tecnologici sta diventando sempre più grande invece di essere sotto controllo. E stiamo parlando dei rifiuti europei, non solo quelli della Cina che in tutti i campi è in grande ascesa (e quindi vede in ascesa anche i problemi che ne derivano). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sconcertante leggere ancora oggi su <a href="http://punto-informatico.it/2197464/PI/News/I-rifiuti-hi-tech-europei-inquinano-il-mondo/p.aspx">Punto Informatico</a> che il problema dei <strong>rifiuti tecnologici</strong> sta diventando sempre più grande invece di essere sotto controllo. E stiamo parlando dei rifiuti europei, non solo quelli della Cina che in tutti i campi è in grande ascesa (e quindi vede in ascesa anche i problemi che ne derivano). Già diverso tempo fa una indagine di <a href="http://punto-informatico.it/2197464/PI/News/I-rifiuti-hi-tech-europei-inquinano-il-mondo/p.aspx">Report</a> (2006) raccontava il problema dei rifiuti: computer che diventati vecchi (anche se ancora funzionanti) devono essere smaltiti. E i computer non sono solo un po&#8217; di ferro che può essere fuso. Molti componenti elettronici contengono materiali inquinanti.</p>
<p><span id="more-6"></span></p>
<p>Greenpeace ha reso pubblico un <a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/rifiuti-elettronici.pdf">rapporto di 76 pagine</a> (in inglese) che delinea il problema rifiuti tecnologici, che vale la pena di essere sfogliato anche per le poche ma chiare immagini dei rifiuti e del dove vengono alla fine convogliati e smantellati. Ovviamente in condizioni di completa insicurezza.</p>
<p>Direttive ed impegno per rendere la tecnologia più biocompatibile ci sono. Un esempio di regole per avere computer più sostenibili el trovate elencate in questo <a href="http://www.rinnovabili.it/e-in-arrivo-il-personal-computersostenibile">lungo articolo</a>, molto interessante, dove si parla dell&#8217;etichetta &#8220;verde&#8221; per i PC. Ma non esiste ancora un chiaro concetto nelle persone di differenziazione dell&#8217;elettronica.</p>
<p>Per gli elettrodomestici ingombranti, come una televisione o un PC, lo smaltimento avviene di solito in <strong>discariche</strong> ed è quindi controllato. Ma i gadget di oggi che sono sempre più piccoli e all&#8217;apparenza innoqui (cellulari, lettori MP3, chiavette USB, dongle) spesso finiscono nell&#8217;immondizia e bruciati, con le loro piccole ma micidiali batterie ricaricabili.</p>
<p>E&#8217; quindi necessario iniziare anche una campagna di sensibilizzazione per l&#8217;utente finale, per quanto riguarda la fine della vita delle tecnologie che ha acquistato e che non deve più buttare nel cesto del &#8220;secco&#8221;.</p>
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