Boccalone e black bass: ma sono lo stesso pesce? Qualche considerazione
girolamo | giugno 2010
In questo periodo, il frequentare forum di pesca in cui ci sia almeno una sezione dedicata al “Black bass” può indurre sensazioni di nausea e disgusto in chi (per questioni anagrafiche e di noia) il persico trota ormai si è stancato di pescarlo da un po’ di anni.
Quando da pre-adolescente, più di 25 anni fa, iniziai a pescare questo pesce nelle cave, di riviste di pesca se ne contava una, internet non esisteva e l’unica gomma che qualche sparuto negozio teneva era quella della Mister Twister…
Non esistevano canne e mulini “jappo”, e neppure le swimbait. Esisteva però la vera passione, quella che ti faceva macinare chilometri e chilometri in bici per andare a scoprire una nuova cava o una nuova lanca ed esistevano molto più buon senso ed umiltà.
Il boccalone era un pesce. Punto e stop.
Certo, un po’ più lunatico (così era descritto nella rivista a quei tempi) di altre specie, il che lo rendeva piacevolmente insidiabile anche con esche alquanto fantasiose (i plughi) e dal movimento “erratico”.
Insomma, era semplicemente un’alternativa divertente alla regina dei torrenti, al dentone nostrano e all’onnipresente “squalo”.
Negli USA, lo si sapeva già allora, il boccalone godeva di molto più rispetto che non dalle nostre parti. Là lo si catturava (e lo si liberava poco dopo) per fare soldi nelle gare, qui invece spesso e volentieri finiva al forno, magari in compagnia di un po’ di panna e di qualche porcino tagliato a tocchetti.
Un po’ alla volta però le cose sono cambiate: del tutto misteriosamente il boccalone si è estinto per lasciare il posto al più estroso “black bass”. E i negozi hanno iniziato (per fortuna) a disporre di intere pareti ricoperte di gomma di tutti i tipi e di tutte le marche, di crank, di frog, di lizard, di swimbait perché il black bass, a differenza del più rustico boccalone, è un tipo esigente, che mai e poi mai abboccherebbe ad un rustico Martin15, ad uno storico Rapala Original, ad un rivoluzionario ShaRap o a un vecchio spinnerbait con la forcella di acciaio invece che di titanio. Il black-bass è persino ecologista; disdegna i vecchi jig in piombo, ma ama ingoiare quelli in tungsteno…
E non è tutto, perché per riuscire a catturare il balck bass ci si deve quanto meno vestire da benzinai, ovviamente per scimmiottare dapprima i veri “Pro” americani e successivamente quelli decisamente più spettacolarizzati ma meno credibili del Sol Levante.
Anche l’attrezzatura per il black bass è diversa ed estremamente differenziata, perché sembra sia impossibile pescarlo con un’unica canna, magari datata e munita di mulinello a bobina fissa. No, il black bass richiede almeno mezza dozzina (a esser scarsi…) di canne, da portarsi rigorosamente sempre appresso, oltre alla classica quintalata di esche.
Alla fine, grazie all’avvento di internet e dei forum di pesca il “fenomeno black bass” ha raggiunto probabilmente il punto di non ritorno.
Migliaia di persone che ne scrivono (spessissimo a vanvera), che si autodefiniscono “espertoni” solo perché hanno l’attrezzatura ficca, hanno preso si e no una decina di pesci ma hanno letto tutti i post del forum negli ultimi 4 mesi…
Con internet il black bass da pesce è assurto a divinità, intoccabile a parole dato che sembra che la vocazione di centinaia di suoi devoti sia la sua protezione e diffusione in tutte le acque italiane.
Poi però, spulciando tra i vari forum si scoprono decine e decine di foto dove i finti benzinai pur di mettere in mostra gli sponsor non esitano a mostrare pesci pescati in periodo divieto, magari proprio durante una delle loro amate gare di pesca…
Ma si, che male volete che ci sia a fare i furbetti per qualche busta di gomma in più…tanto noi pratichiamo il C&R e se anche la femmina è piena di uova, dopo la foto la liberiamo… tanto noi pratichiamo il C&R e se anche il maschio sta accudendo i piccoli, dopo la foto lo liberiamo… tanto ormai alle schiere di imberbi e novelli seguaci del BB poco importa del pesce e del suo effettivo rispetto, l’importante è avere ben in mostra la lista dell’attrezzatura da centinaia/migliaia di Euro diligentemente elencata in firma. E gli sponsor ringraziano…
Uno schifo insomma e una gran pena per il boccalone, ormai estinto dalle mode e dalle marchette…








