Chatterbait: fishing tips
girolamo | marzo 2009
Ricordiamoci sempre che il chatterbait non è uno spinnerbait e purtroppo non possiede le proprietà antialga e anti incaglio del cugino con la forcella…
Quindi, è meglio prediligere zone di pesca non troppo imballate di alghe o dove non siano presenti rami o alberi sommersi.
Può essere utilizzato sia come esca di ricerca, per coprire rapidamente grandi superfici d’acqua, recuperandolo a velocità pressoché costante, sia come esca di reazione, facendogli lambire banchi di alghe o strutture sommerse a velocità più sostenuta, con un recupero meno regolare, che magari imprima qualche strappo all’esca, per far uscire dal suo nascondiglio il bass dei nostri sogni.
L’esperienza insegna di non dare per scontato che un boccalone che non ha attaccato uno spinnerbait non attaccherà anche un chatterbait… Lo ribadiamo, sono due esche estremamente diverse nell’azione e nell’effetto.
Data la buona emissione di vibrazioni lo si può tranquillamente utilizzare in condizioni di acqua torbida o velata, sia con recupero regolare a mezz’acqua o presso il fondo, sia con stop-and-go, facendolo sbattere sul fondo, lasciandolo immobile per alcuni secondi e riprendendo poi il recupero.
Al mattino presto e alla sera, nella stagione più calda, un altro ottimo sistema di pesca consiste nel recuperarlo a velocità sostenuta e a canna alta, in modo da farlo spruzzare in superficie, un po’ come farebbe un buzzbait.
Un ultimo piccolo consiglio: se per recuperarlo in superficie vi accorgete che lo dovete recuperare troppo velocemente, sostituite la sua paletta metallica con una di dimensioni più generose oppure utilizzate un trailer più voluminoso…
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