Chatterbait, questo sconosciuto
girolamo | marzo 2009
Nonostante negli USA sia un’esca molto utilizzata almeno sin dal 2006, e molte volte si sia dimostrato essere l’asso nella manica per risolvere importanti tornei, dalle nostre parti il chatterbait è visto ancora con un po’ di diffidenza da parte degli appassionati del persico trota.
Forse perché è un’esca “ibrida“, non ben catalogabile (e infatti, molti negozi on-line erroneamente lo mettono in compagnia degli spinnerbait, tra le wirebait), i “boccalonari” nostrani non sembrano ancora averne colto l’essenza.
A causa di superficiali descrizioni che lo dipingono come “uno e trino“, ossia crank – spinnerbait – jig allo stesso tempo, sembra che qualcuno voglia screditare il chatterbait, che invece ha una propria, chiara e ben definita identità.
Diciamolo, subito, del crank non ha proprio niente, a parte la forte vibrazione che trasmette al pescatore, dello spinnerbait ha solo il gonnellino (ed eventualmente alcuni tipi di recupero), dato che non dispone di forcelle e palette vorticanti.
Al jig effettivamente assomiglia molto di più, anzi, è un jig palettato a tutti gli effetti, anche se quasi sempre differisce per il tipo di utilizzo che se ne fa.
Ovviamente, dato che come per tutte le esche, più le si utilizza e più si crede in esse, maggiori saranno i risultati e le soddisfazioni, passiamo a dare qualche suggerimento su come utilizzarlo al meglio.








