La misteriosa Salmo trutta fumosa
girolamo | luglio 2008Ero bambino quando ne ho sentito parlare la prima volta. Descrizioni al limite della leggenda di un pesce completamente trascurato dalla scienza ufficiale.
Qualche anno fa ero stato informato di una cattura, peraltro non documentata, di un esemplare di circa 35 centimetri.
Alcuni vecchi che incontravo lungo il torrente ne parlavano con soggezione, quasi con timore; la maggioranza invece fingeva di non capire e mi augurava buona pesca ogni volta che entravo in argomento.
I pochi disposti a parlare della Salmo trutta fumosa mi raccontavano di come fosse difficile catturare esemplari di questa specie di trota che per ovvi motivi metabolici vive solamente in rii con acque freddissime. Catturarne una nella vita era come abbattere una beccaccia albina per un cacciatore…
E cosa non marginale, era una squisitezza culinaria impareggiabile. Le sue morbide e delicate carni resistevano misteriosamente per mesi e mesi all’aperto, senza necessitare di trattamenti o cotture particolari e per questo erano consumate prevalentemente la sera della vigilia del Natale.
Studiosi di storia locale si sono addirittura spinti ad ipotizzare che le popolazioni nordiche abbiano scoperto la tecnica dell’affumicatura del pesce solo dopo aver assaggiato le carni di questa trota, giunte fino a loro chissà per quali vie commerciali. Un mistero nel mistero.
Ed io, devo ammetterlo, a sorpresa, con un rotante Martin sono riuscito a catturarne una.
Una botta secca in canna, la mia ferrata quasi istintiva, il pesce che strattona, giù nell’acqua gelida. Momenti carichi di tensione, la canna piegata, il pesce che inizia a cedere e si avvicina pian piano alla superficie.
Alla fine un gorgo, accompagnato da uno sbuffo di fumo, segno inequivocabile che avevo agganciato la misteriosa ed elusiva trota fumosa…
Finalmente anni e anni di tentativi, di uscite all’alba, con il gelo o con la pioggia, coronati da questa unica foto ricordo.








