Squali a rischio per l’eccessiva pressione di pesca nell’Atlantico nord orientale
girolamo | maggio 2008
Un gruppo di ricercatori svedesi, al termine di un’indagine durata più di 20 anni ha lanciato un preoccupante allarme: la popolazione di squali spinaroli (la specie più comune) che vive nel settore nord orientale dell’Atlantico ha subito una contrazione che va dal 95 al 98% negli ultimi 20 anni.
Un dato estremamente allarmante, dovuto anche alle enormi quote pescabili di questo squalo che la Comunità Europea autorizza ogni anno.
L’organizzazione Shark Alliance, spera che la Svezia, che è il membro della Comunità Europea più attento e sensibile alle problematiche marine, cerchi di sensibilizzare maggiormente i membri dell’UE affinché si possa ridurre il prelievo dello squalo spinarolo, anche se una dura opposizione è già in atto da parte della Spagna.
Va ricordato che la Spagna possiede la terza più grande flotta al mondo di pescherecci specializzati in pesca allo squalo.
Gli squali sono ricercati per la loro carne, le pinne (considerate in molte regioni delle vere specialità culinarie) e per l’olio che si ottiene dal loro fegato. Purtroppo però, a causa della loro riproduzione lenta, sono pesci estremamente sensibili alla pressione di pesca.
Lo squalo spinarolo ad esempio raggiunge la maturità sessuale tra i 10 e i 14 anni di età ed ha una gestazione di 24 mesi.








