Meno PCB nel latte materno
paolo | giugno 2009
Dalla metà degli anni 90 del secolo scorso, in Svezia stanno calando sensibilmente i livelli di PCB e altre sostanze tossiche che i neonati inconsapevolmente assumono durante le poppate.
E’ quanto emerso al termine di un’indagine durata dal 1996 al 2006 e che ha visto come protagonista il latte materno di 335 neo mamme selezionate a caso nell’area di Uppsala.
Lo studio (pubblicato nell’ultimo numero di Environmental Research), è stato effettuato a quattro mani da ricercatori del Livsmedelsverket svedese e del Karolinska Institute, con lo scopo di determinare i livelli di PCB, diossine e altri inquinanti altamente persistenti presenti nel latte materno.
E’ stato evidenziato come durante il periodo di analisi, la concentrazione di PCB sia calata dal 4 al 9% ogni anno, mentre le diossine sono calate dal 5 al 7% all’anno.
Ciò sta a dimostrare il successo delle politiche svedesi adottate per abbattere l’utilizzo del cloro, a partire dai processi per lo sbiancamento della carta.
La concentrazione di altri inquinanti comunque è rimasta costante e quella di altri ancora è comunque aumentata.
Fa comunque riflettere il fatto che i PCB siano stati banditi dalla Svezia già dal 1972. In Italia la produzione è stata vietata solo dal 1983, quindi una simile indagine porterebbe sicuramente a risultati decisamente meno ottimistici…









