Commesse “catalogate” tramite la taglia del reggiseno e la circonferenza busto
gino | gennaio 2012-Conosci quella commessa carina?
-No, ma se ti interessa ti so dire la sua taglia di reggiseno…
Eh si, se qui in Italia le commesse sono poco contente di dover andare a lavorare quasi tutte le domeniche dell’anno, in Svezia invece non gradiscono di “essere etichettate” con la taglia della coppa del reggiseno e la circonferenza del busto.
Già da almeno tre anni la catena di negozi di lingerie Change ha adottato la “consuetudine” (ultimamente è un vocabolo molto in uso…) di stampare sul cartellino identificativo delle commesse, non solo il loro nome, ma anche i “dati sensibili e personali” relativi alle dimensioni delle loro poppe…
Secondo la direzione la cosa avviene a discrezione delle commesse, e anzi, sono state proprio loro a chiedere di essere “catalogate”, così da favorire le clienti più dubbiose e incerte.
Nello scorso novembre però una delle commesse ha deciso di ribellarsi, esasperata dai vecchietti bavosi che entravano nel negozio con gli occhi sempre puntati sul tesserino (e tutto quello che ci sta sotto…) solo per cercare la più tettona del punto vendita e probabilmente seccata dal fatto che ai colleghi maschi non era richiesto che mettessero nero su bianco le loro misure.
Nonostante il sindacato degli impiegati nel settore commerciale abbia chiesto un risarcimento di 300mila Corone per la commessa (più ulteriori 100mila Corone per la violazione del contratto), per ora la questione è ancora aperta dato che l’azienda continua a sostenere di non aver obbligato nessuno a rivelare le proprie misure.







