La bella presenza migliora il profitto aziendale? Non è detto.
gino | agosto 2008
La Svezia, terra di fustacchioni e belle figliole si è posta un interrogativo cruciale:
“Vuoi vedere che le aziende che richiedono impiegati/e di bella presenza non hanno profitti maggiori di quelle che invece “si accontentano” di persone normali?”
Già, vuoi vedere che è proprio così e che la ricerca ostinata dell’impiegata gnocca può rivelarsi antiproducente per l’azienda (ma senz’altro positiva per i colleghi di lavoro…)?
La Karlstad University ha finanziato uno studio in merito, facendo compilare un questionario a centinaia di aziende operanti nei settori del turismo, della vendita al dettaglio, della finanza e delle assicurazioni.
E’ emerso come in effetti le aziende che investono molto nella “bella o bellissima presenza” e nell’estetica non abbiano maggiori profitti delle aziende che invece preferiscono personale con un aspetto normale ma sano.
Inoltre i datori di lavoro che hanno risposto ai quesiti hanno dichiarato di preferire un/una dipendente in grado di parlare in maniera appropriata ad uno/una solamente bello/a esteriormente.
Certo che, aggiungiamo noi, la gran gnocca molte volte aiuta eccome.
Un classico esempio sono le fiere di settore dove qualsiasi sia l’ambito (dall’elettronica di potenza alla florovivaistica, all’attrezzatura per panificare), uno stand che sfoggi ragazze immagine superlative ma ignoranti come un ceppo (per definirle in maniera elegante…) sarà sempre più affollato e al centro dell’attenzione di uno in cui a presenziare ci sia la zia racchia ma super competente del titolare…








