La Svezia si interroga sulla prostituzione
gino | aprile 2008
Dopo quasi 10 anni dall’entrata in vigore della legge che proibisce di pagare per avere in cambio prestazioni sessuali, il Governo svedese si interroga sull’impatto di tale legge.
Non sono solo gli svedesi interessati ai risultati di questa analisi sociale, ma anche parecchi osservatori internazionali che sono curiosi di capire se e come il divieto abbia colpito il commercio sessuale e la tratta di esseri umani a fini sessuali.
L’indagine analizzerà quali sono gli effetti indotti sulla prostituzione dalla legge varata nel 1999 (prima di tale data era lecito vendere e acquistare favori sessuali, purché le prostitute non fossero organizzate in veri e propri bordelli, mentre è sempre stato vietato trarre profitto dalle prestazioni sessuali altrui) e potrà fornire – se necessario – anche utili indicazioni su come modificarla.
La motivazione di una simile l’indagine è comprendere se la Svezia debba o meno mantenere questa legge che di fatto ha spostato la responsabilità dalle prostitute ai clienti.
Il Ministro della Giustizia Beatrice Ask ha assicurato che i risultati, di grande interesse nazionale ed internazionale, saranno disponibili entro aprile del 2010.








