Ragazzo alla pari? No, donatore di sperma!
paolo | novembre 2008
A Londra ormai un terzo dei donatori di sperma è straniero (Sud Africa, Polonia, Ucraina, Colombia) e molti di essi provengono dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. I galeotti spediti in quelle terre ostili ormai centinaia di anni fa, alla spicciolata stanno tornando a casa, non fisicamente, ma grazie al loro DNA…
Una delle maggiori cliniche londinesi specializzata in inseminazione e infertilità, la the Bridge Centre ha confermato che molti donatori sono viaggiatori australiani, che così facendo riescono in parte a pagarsi i loro lunghi viaggi in giro per il mondo.
Le cliniche sono in allarme e la richiesta di viaggiatori squattrinati ma ben disposti a farsi “mungere” non è poi così velata… tanto da suggerire di mettere in preventivo qualche donazione ai ragazzotti che decideranno di soggiornare per un po’ di mesi in Inghilterra.
I rimborsi per il tempo tolto al lavoro e per i trasferimenti che le cliniche per la fertilità sono in grado di offrire ai donatori inglesi sono abbastanza limitati. Si parla di circa 500 Sterline per una ventina di visite, nel corso di parecchi mesi. Una cifra che però può far comodo a chi è in viaggio da parecchio tempo.
Un altro motivo che ha definitivamente “prosciugato” i donatori inglesi è stata la legge del 2005, che permette ai bambini concepiti mediante sperma donato di risalire al loro padre genetico una volta che hanno raggiunto la maggiore età.
E così le coppie inglesi sono costrette a recarsi all’estero per l’inseminazione o ad attendere il loro turno anche per 3 anni.









