Uomo, cosa guardi? Nuovo studio scientifico conferma i risultati del CAFI: prima le tette, poi (semmai) il viso
paolo | settembre 2009
Spesso vien da chiedersi perché interi dipartimenti di famose università dedichino tempo e preziose risorse per giungere a risultati già noti e assodati.
E’ il caso di un gruppo di ricercatori della New Zealand’s University of Wellington che recentemente ha “scoperto” che quando un maschio osserva per la prima volta una donna, di preferenza (quasi nel 50% dei casi) concentra il suo sguardo e le sue occhiate sulle poppe, poi, con calma, eventualmente (meno del 20% dei casi) va a dare una sbirciatina anche al viso (tanto per accertarsi di non aver a che fare con una cozza…).
Il resto delle occhiate è diretto verso la zona del diaframma (guarda caso appena sotto al seno…) e in minima parte verso le gambe, le braccia e i piedi.
La motivazione di tale comportamento?
A quanto pare il maschio si concentra sul seno semplicemente perché è bello da vedere, indipendentemente dalle dimensioni. Semplice no?
Il famoso antropologo inglese Desmond Morris aveva descritto questo comportamento già parecchi anni fa, nel suo libro “L’uomo e i suoi gesti”, ma ancor meglio questa peculiarità maschile (nota come “Attrazione tettale”) era stata descritta e giustificata in maniera rigorosa e scientifica da due appassionati studiosi associati al CAFI (Comitato Assaggiatori Fritole Italiane) in un documento datato 8 agosto 1998…
Avete letto bene! Più di dieci anni fa i risultati erano già noti e dimostrati in maniera rigorosa!
Purtroppo l’ingenuità dovuta all’allora giovine età dei due appassionati ha fatto sì che non rendessero pubblica e fruibile la scoperta, con il risultato di averne ora perso la paternità ufficiale.
Rimangono comunque l’immensa soddisfazione intellettuale nel sentirsi “pionieri” in tale disciplina e i tanti ricordi di tette “studiate” durante l’indagine.
Chi fosse interessato a comprendere le vere cause dell’”Attrazione tettale”, può fare riferimento a questo articolo.









