Occhio bionico, primi esperimenti in Gran Bretagna
admin | aprile 2008
Nel Regno Unito è stata fatta una nuova sperimentazione di “occhio bionico” per cercare di ridare un minimo di vista a pazienti cechi a causa della degenerazione delle retine (ad esempio per la retinite pigmentosa). questi pazienti hanno sostanzialmente la retina che non funziona, ma il nervo ottico in buone condizioni.
L’occhio bionico non è altro che una serie di elettrodi impiantati nel nervo ottico che mandano segnali simulando il delicato e prezioso lavoro della retina che non c’è più.
I segnali vengono pilotati da una telecamera miniaturizzata e da un trasmettitore montati su un paio di occhiali (sono ancora troppo grandi per essere inseriti nell’occhio, senza contare possibili problemi di rigetto).
Gli elettrodi inseriti nell’occhio nei pazienti inglesi sono 60 (non molti se pensate che una retina ha migliaia di coni e bastoncelli), ma una delle prime persone a provare questa tecnica su di sé, l’americana Linda Moorfoot, di elettrodi ne aveva (ed ha) solo 16. Nonostante l’esiguo numero lei dice di riuscire a vedere i movimenti anche se chiaramente non distingue le persone.
Il prossimo passo sembra essere quello di arrivare a 1000 elettrodi che dovrebbero essere un numero sufficiente per distinguere le facce. Non crediate comunque che si “veda bene”: è una visione a luci e ombre, per i colori la questione è ancora più complessa (il colore viene visto dall’occhio e dal cervello attraverso una triade di coni sensibili al rosso, al verde ed al blu; oltre alla difficoltà nel creare questi elettrodi bisogna vedere il come impiantarli per far distinguere al cervello i colori).
Le prospettive sono comunque buone per quelle persone che hanno perduto la vista e che, anche se limitatamente, potrebbero tornare ad interagire visivamente con il mondo.
Per approfondimento: Times Online.








