Tempi di autofocus dimezzati con la nuova Fuji F300EXR
peppe | luglio 2010
Le nuove fotocamere digitali F300EXR di Fujifilm, disponibili nel mercato giapponese dal prossimo mese di settembre, a detta dell’azienda saranno in grado di mettere a fuoco gli oggetti della scena con tempi dimezzati rispetto ai modelli precedenti.
Il nuovo autofocus utilizzato nella Fuji F300EXR sfrutta, ai fini del calcolo della distanza, parte dei pixel utilizzati per la “cattura” vera e propria dell’immagine.
In questo modo cala di molto la complessità HW e SW del sistema, dato che possono essere utilizzati gli stessi fotodiodi sia per l’autofocus che per l’elaborazione primaria dell’immagine appena catturata.
La fotocamera digitale F300EXR sfrutta il rilevamento della fase come metodo principale per ottenere la messa a fuoco, mentre utilizza la tecnica della misurazione del contrasto solo per delle funzionalità aggiuntive.
Il pregio del raddoppio della velocità dell’AF potrebbe avere dei punti deboli in caso di immagini estremamente luminose oppure estremamente scure.
Nel primo caso i pixel coinvolti nella misura di distanza potrebbero saturare, fornendo valori impossibili da interpretare dal processore che gestisce l’autofocus. Nel secondo caso invece potrebbe calare il rapporto segnale/rumore a causa della limitata escursione del segnale in ingresso.
Per risolvere il primo caso critico, Fuji ha esteso l’area di protezione che copre i fotodiodi ed ha incrementato fino ad alcune decine di migliaia il numero di pixel dedicati alla valutazione della messa a fuoco.
Per ovviare alle situazioni con bassa luminosità, la F300EXR passa dalla modalità “rilevamento della fase” a quella (tendenzialmente più lenta) che sfrutta la misura del contrasto.
Adesso non rimane che attendere la risposta di Canon e Nikon e le strategie adottate per velocizzare i loro sistemi di autofocus.








