Australia troppo pericolosa? Questione di punti di vista
paolo | gennaio 2011
Recentemente alcuni quotidiani australiani hanno riportato dei preoccupanti interventi comparsi in blog e siti di viaggio e turismo, nei quali alcuni turisti si lamentavano della eccessiva pericolosità “ambientale” australiana.
Gran parte delle lamentele si riferivano alla pericolosità di varie specie animali che vivono principalmente nel Northern Territory.
La questione, pur avendo messo in allarme gli operatori turistici australiani, dal nostro personalissimo punto di vista va affrontata in maniera estremamente pragmatica, distinguendo nettamente i commenti e le impressioni dei turisti da quelli dei viaggiatori…
Un turista parte da casa con l’idea di andare ad abbronzarsi in Australia… Non ha pensieri, è l’agenzia di viaggio che sistema tutto. Gli basta conoscere il nome dell’hotel e il suo numero di stelle, non necessariamente dove si trovi di preciso nello sconfinato Continente Rosso.
Ovvio che se poi, una volta giunto in spiaggia, gli si nega la possibilità di fare il bagno perché ci sono le box jellyfish oppure i coccodrilli marini lunghi qualche metro, è comprensibile che i suoi commenti sull’ambiente selvaggio australiano non siano tra i più entusiastici…
Il viaggiatore prima di partire si informa, si documenta, si immagina che in Australia possano esistere pesci, bestie e vegetali (in questo simpatico libro potrete trovarne una bella selezione…) ben diversi dalla scardola, dalla marmotta e dall’ortica e quindi si prepara adeguatamente per evitare “spiacevoli sorprese”.
Il viaggiatore cerca di “ritagliarsi” un viaggio che lo porti a conoscere qualcosa di più delle bibite offerte in spiaggia o nel casinò e quindi quando nota un cartello che avvisa della possibile presenza di coccodrilli, meduse o piante urticanti ne prenderà atto e ci girerà alla larga, senza tante storie, magari accompagnato da qualche guida competente.
L’Australia (ottima questa guida della Lonely Planet) e gli australiani sono così.
Convivono da sempre con animali e specie vegetali che, eufemisticamente, spesso risultano essere poco amichevoli. Dato che però fortunatamente loro dispongono di tanto spazio, invece di sterminarli come faremmo noi, scelgono di passare da un’altra parte, non prima di aver informato dell’insidia sia il turista che il viaggiatore.
Il primo sbraiterà, il secondo ne approfitterà per arricchirsi e scoprire qualche altra meraviglia.






